A Palazzo Reale Shirin Neshat, la regina dell’arte di Persia

Una grande artista iraniana è a Milano per una grande mostra nel più grande e suggestivo luogo espositivo del capoluogo meneghino, la Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale.

Fino al 29 febbraio 2011, Shirin Neshat interpreta in via esclusiva per la metropoli lombarda “Donne senza uomini – Women without men”, un progetto promosso dal Comune di Milano e Change Performing Arts.

L’artista Shirin Neshat, classe 1957, è una poliedrica artista persiana nota ai più per i suoi contributi in campo fotografico e cinematografico. Fra il 1993 al 1997 realizza la serie di fotografie Women of Allah, la stessa che la consacra alla fama internazionale e che nel 1996 la porta ad utilizzare per la prima volta il video come forma di espressione e poi, dopo circa tre anni, anche l’installazione, intesa come doppia proiezione. Si tratta di una delle artiste contemporanee più apprezzate degli ultimi decenni, già vincitrice del Leone d’Argento per la regia alla 66ma Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, nonché vincitrice del Leone d’Oro alla 58ma Biennale d’Arte di Venezia con il video Turbulent (1999).

Oggi Shirin Neshat è protagonista di moltissime mostre internazionali, collettive e personali, allestite nei più famosi musei di arte contemporanea di tutto il mondo.

In questi giorni, e solo fino al 29 febbraio, i visitatori di Palazzo Reale a Milano avranno l’opportunità di assistere ad una sua opera esclusiva: Donne senza uomini – Women without men, un lavoro monumentale al quale l’artista ha lavorato dal 2004 al 2008 partendo dal romanzo omonimo della scrittrice iraniana Shahnush Parsipur, un testo edito nel 1989 ma bandito in Iran per la sua storia “calda”. La trama è infatti ambientata nel 1953, all’epoca del colpo di stato sostenuto dagli eserciti americano e inglese per deporre il presidente democraticamente eletto, Mohammad Mossadegh, e per riportare al potere lo Shah, evitando quindi la nazionalizzazione dei pozzi petroliferi. Per dare forma alle parole dell’autrice del romanzo, Shirin Neshat ha modificato la percezione della Sala delle Cariatidi ed ha creato un’installazione multimediale nella quale il visitatore può seguire un proprio percorso lasciandosi coinvolgere dall’emozione delle storie delle protagoniste del libro, Zarin, Faezeh, Farokh Legha, Munis e Mahdokht. Ogni percorso, poi, è stato pensato per intitolare ognuno dei tasselli della serie Women without men ma il tutto resta unito, compatto, grazie all’uso sapiente della musica di Ryuichi Sakamoto e di Sussan Deyhim, nonché dalla bellezza di ogni fotogramma delle video-installazioni, «quasi fossero una successione di perfette immagini fotografiche in cui ogni personaggio, ogni oggetto, il paesaggio stesso concorrono a fondersi in un’armonia di grande» – ha scritto la critica.

Una mostra evento sulla quale l’assessore alla Cultura del Comune di Milano, Massimiliano Finazzer Flory, si è così espresso: «La più grande opera di Shirin Neshat sarà a Milano ed è Shirin Neshat stessa. La sua presenza fisica, infatti, induce emozione e ci fa sentire quanto sia importante la vita di un’artista quando questa medesima vita è dedicata a mettere insieme ciò che abbiamo diviso: il cuore, il pensiero, la libertà, la verità. Ho chiesto a Shirin Neshat con questa installazione multimediale di offrici un’esperienza religiosa etica e mistica per scoprire che il divino è in noi».

Chi visiterà la Sala delle Cariatidi si troverà quindi davanti ad un lungo nastro di 15 schermi distribuiti nello spazio espositivo con le cinque installazioni che vivono contemporaneamente, in un flusso continuo e sincronico, di immagini, suoni, luci e poesia.

Potenza e femminilità allo stato puro!

Francesca Valeria Giordano

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