ARE YOU GLAD TO BE AMERICA? – {MDC} Milano

15 febbraio 2011 – 20 aprile 2011

Il 15 febbraio 2011 Massimo De Carlo inaugura la mostra collettiva Are You Glad to Be in America? Utilizzando il titolo del celebre album di James Blood Ulmer del 1980, l’esposizione collettiva offre una panoramica sulla società americana, sulle sue contraddizioni, la sua cultura e i suoi simboli.

Una selezione di cinquanta testi musicali di autori afroamericani, dagli anni ’70 ai giorni nostri, affianca le opere in mostra: così Gill Scott-Heron, James Brown, Tupac e Cypress Hill, per citarne qualcuno, affrontano le stesse tematiche dei lavori di Jack Goldstein, Glenn Ligon, Robert Longo, Nate Lowman, Steven Parrino, Richard Prince, Kaari Upson, Marianne Vitale.

Jack Goldstein (nato a Montreal, Canada, nel 1945. Deceduto a San Bernardino, California, nel 2003) è stato uno dei più importanti artisti newyorkesi dalla fine degli anni ‘70 e per tutto il decennio successivo. Negli anni ‘90 si ritirò in California fino alla partecipazione nel 1999 all’interno della collettiva Artist Once-Removed alla Künstlerhaus Stuttgart. Nel 2002 il Whitney Museum di New York gli dedica una mostra personale, ma l’anno successivo l’artista muore suicida in California.

Glenn Ligon (nato a New York nel 1964) ha concentrato la sua ricerca su temi di razza e identità nella cultura contemporanea, avvalendosi di fotografia, pittura e scrittura. I suoi lavori sono stati presentati all’interno di istituzioni e manifestazioni internazionali, tra cui al Museum of Modern Art di New York (2010), al Reina Sofia di Madrid (2010), presso l’Art Institute di Chicago (2009), il CCA Wattis Institute for Contemporary Arts di San Francisco (2008), e presso la Rubell Family Collection a Miami (2008). E’ l’artista più giovane presente nella collezione esposta nelle sale della Casa Bianca, scelta dal Presidente Barak Obama. Il 10 marzo 2011 il Whitney Museum di New York inaugurerà la sua prossima mostra personale.

Robert Longo (nato a Brooklyn, New York, nel 1953) si è affermato nel tessuto artistico e culturale della New York dei primissimi anni ’80, nello stesso periodo di Jeff Koons, Jean Michel Basquiat, Peter Halley. Le sue opere, di forte impatto visivo e mediatico, sono state esposte presso il Museu Berardo di Lisbona (2010); il Metropolitan Museum of Art di New York e il Kunstmuseum, Stoccarda (2009); Museion – Museum of Modern and Contemporary Art, Bolzano, P.S.1 Contemporary Art Center, New York, Museum of Contemporary Art, Chicago (2008); Musée D’Art Contemporain, Montréal e KW Institute for Contemporary Art, Berlino (2007). Diresse nel 1995 Keanu Reeves nel film di fantascienza Johnny Mnemonic.

Nate Lowman (nato a New York nel 1979) è uno dei personaggi di spicco della giovane arte americana. Dopo la partecipazione alla mostra collettiva Unmonumental al New Museum di New York nel 2007 ha catturato l’attenzione di pubblico e critica. Le sue opere sono state descritte dal New York Times come “complesse escursioni nel collage, nei graffiti e nell’appropriazione”. Ha esposto presso il Palais de Tokyo, Parigi, il Solomon R. Guggenheim, New York, il Whitney Museum di New York (2010); presso Palazzo Grassi e Punta della Dogana, Venezia, il MACRO Future, Roma, la Rubell Family Collection, Miami, l’Astrup Fearnley Museet for Moderne Kunst, Oslo (2009 e 2008).

Steven Parrino (nato a New York nel 1958. Deceduto nella notte del 31 dicembre 2004 a New York) inizia a farsi strada a New York verso la fine degli anni ‘70. Partendo dall’Astrattismo e dal Minimalismo, la produzione dell’artista si divide fra tele monocrome in cui sposta l’attenzione sull’idea del contenuto della superficie e lavori in cui la tela viene torturata, piegata e lacerata. I suoi lavori sono stati esposti preso Le Magasin, Grenoble (2008), all’interno della Whitney Biennial del 2006, al Palais de Tokyo, Parigi (2006), al P.S.1 Contemporary Art center, New York, (2005), al MAMCO, Ginevra (2004).

Richard Prince (nato a Panama nel 1949) si trasferisce a New York nel 1974 dove è assunto dalla rivista Time-Life nel reparto archivistico: qui ha l’occasione di cominciare a collezionare ritagli pubblicitari. Nel 1977 si dedica all’attività basata sulla riproduzione fotografica, la reprografia, mettendo a punto le tecniche di taglio e reinquadratura che diventeranno la sua cifra stilistica. Nel 1992 il Whitney Museum di New York gli ha dedicato la prima grande personale in un’istituzione, successivamente esposta nei musei di Düsseldorf, San Francisco e Rotterdam. Fra le sue mostre personali più recenti nel 2008 Continuation presso la Serpentine Gallery di Londra e Spiritual America presso il Solomon R. Guggenheim Museum di New York; nel 2007 Canaries in the Coal Mine presso l’Astrup Fearnley Museet for Moderne Kunst di Oslo e Fugitive Artist: The Early Work of Richard Prince, 1974-77 al Neuberger Musuem of Art di New York. Ha partecipato alla Biennale di Venezia nel 2007 rappresentando Panama nella sezione dei Padiglioni Nazionali.

Kaari Upson (nata nel 1972 a San Bernardino, California) ha esposto presso l’UCLA Hammer Museum, Los Angeles (2007) e presso alcune gallerie del California Institute of the Arts. Tra le mostre collettive ha partecipato alle esposizioni Nine Lives curata da Ali Subotnik, presso l’Hammer Museum in California (2009), Sack of Bones, curata da Ellen Langan e Blair Taylor per Peres Projects, Los Angeles (2008), Pretty, curata da Alison Gingeras, presso Gavin Brown’s Enterprise & Maccarone (2008), NY Internal mechanisms, alla High Energy Constructs, Los Angeles (2007), FOR EVER, curata da Clara Kim ed Eungie Joo, presentata al 915 Mateo di Los Angeles (2007).

Marianne Vitale (nata a New York nel 1973) si dedica indifferentemente alla scultura, al video, al teatro e al disegno. In particolare nelle sue sculture l’artista assembla differenti materiali di riciclo e oggetti ritrovati, creando nuovi e immaginari mondi, attraverso narrazioni sempre differenti. Le sue opere sono state esposte nella Whitney Biennial del 2010, presso la Rubell Family Collection, Miami (2010), presso lo SculptureCenter, New York (2009), la NADA Art Fair, Miami (2008), la Tensta Konsthall di Stoccolma (2007) e al White Columns di New York (2007).

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