BLU – La città prende vita

Blu ha iniziato a farsi conoscere a partire dal 1999 attraverso una serie di graffiti illegali eseguiti a Bologna, nel centro storico nelle zone adiacenti alla Accademia di Belle Arti ed in periferia negli spazi occupati del centro sociale Livello 57. La prassi pittorica di questi primi anni di attività, pur esprimendo elementi di originalità stilistica, era ancora legata all’uso della bomboletta spray, medium tipico del writing tradizionale. Ma già a partire dal 2001 le opere di Blu iniziano ad essere eseguite con vernici a tempera e con l’uso di rulli montati su bastoni telescopici. Tale tecnica gli ha permesso di ingrandire smisuratamente la superficie pittorica dando una nuova concretezza al suo universo figurativo. Lungo le strade di questa città di provincia iniziano così a comparire grandi figure di umanoidi dai connotati sarcastici o talvolta drammatici il cui immaginario sembra ispirarsi al mondo dei fumetti, e degli arcade games.

La lista dei luoghi visitati da Blu impressiona per la sua vastità, ma altrettanto vasta è la produzione che Blu dedica agli sketchbook, quaderni che raccolgono i suoi schizzi, appunti visivi, o note che spesso fungono da canovaccio per le improvvisazioni su parete. La sua grafomania è direttamente proporzionale alla scala epica delle sue rappresentazioni. I murales di Blu interpretano il linguaggio architettonico dello spazio pubblico, per ripensarlo e reinventarlo. Oltre al disegno ed alla pittura su muro, l’universo tecnico di Blu si completa con un sapiente uso del mezzo digitale. Si è accennato alle sue primitive sperimentazioni di animazione del 2001 e del 2002, ma a tal riguardo ne è riprova il suo stesso sito, in cui l’artigianalità del disegno si fonde con la pura programmazione informatica. I temi ricorrenti nell’immaginario di questo artista giocano soprattutto sullo stravolgimento della figurazione umana. Il suo vocabolario pop elaborato attraverso processi simili alla scrittura automatica della tradizione surrealista combinato a processi puramente retorici. Le sue opere non sono mai svincolate dal contesto in cui si inseriscono poiché la pittura di Blu è pittura nel paesaggio, urbano o industriale che sia e cerca sempre di dialogare con la società che via abita alla ricerca della specificità di ogni luogo. Infine grande merito della prassi artistica di Blu è stato quello di aver contribuito ad un radicale anche se silenzioso mutamento del mercato dell’arte contemporanea. I suoi interventi pittorici, così come i suoi video, sono fruibili gratuitamente negli spazi pubblici delle città ed in rete.L’aspetto economico è relegato soprattutto al vendita di opere multiple, quali serigrafie e stampe nelle poche gallerie virtuali che lo rappresentano ed al commercio di pubblicazioni auto prodotte. Le opere di Blu appaiono, improvvise come il gesto gratuito di un artista che ha deciso di occupare spazi che di solito non rientrano nei recinti dell’ufficialità dell’arte. E così come magicamente compaiono molto spesso spariscono, talvolta per le ridipinture dello stesso Blu, talaltra guastate dalle intemperie o dal semplice passare del tempo, ma purtroppo molto spesso cancellate in nome di una miope necessità di ordine. La ricerca estetica di Blu, motivata da una radicale convinzione nell’etica della condivisione, ostinata nella rottura delle convenzioni del sistema dell’arte, esemplare per maestria e bellezza, è senza dubbio una delle più interessanti della cultura visiva di questi anni.

official web site:

http://www.blublu.org/

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